Accorciamo le distanze, più accesso all’informazione

Bridge Multi-language gira il mondo alla scoperta di scrittori emergenti in paesi in via di sviluppo che hanno affascinanti storie da condividere sui più dibattuti argomenti di attualità ma che non hanno i mezzi per tradurle.

Con il nostro progetto “Accorciamo le distanze, più accesso all’informazione”, Bridge Multi-language ha raggiunto il suo primo successo nel campo letterario portando al pubblico italiano l’avvincente storia di Qusay Asaad direttamente dalla Siria. Ringraziamo Samantha Mayouf, la nostra traduttrice volontaria che ci racconta la sua esperienza.

1) IN CHE MODO PENSA CHE LA TRADUZIONE SIA IMPORTANTE PER VEICOLARE I MESSAGGI O, COME DICIAMO NOI DI BRIDGE MULTI-LANGUAGE, “ACCORCIARE LE DISTANZE”?

Tradurre un testo è una responsabilità: un esercizio basato sulla conoscenza linguistica e culturale sia della lingua di partenza che di quella di arrivo. Lingua e cultura sono un tutt’uno e poter rendere comprensibile un testo di una data lingua a un pubblico che ne parla un’altra, è un’operazione importante, quasi vitale, per appunto “accorciare le distanze”. Ogni testo tradotto diviene «ponte» per veicolare un messaggio; avvicina due culture mettendole “in comunicazione”: un dialogo di equivalenza linguistica che non sempre coincide con quella culturale.

2) LEI È UNA TRADUTTRICE E LAVORA CON LE LINGUE, COSA CONSIGLIEREBBE AI GIOVANI CHE VOGLIONO INTRAPRENDERE QUESTA CARRIERA?

Consiglierei di studiare in modo approfondito la lingua con la quale si intende lavorare, in tutti gli aspetti, sia grammaticali che linguistici. Non è necessario doverla studiare nel paese in cui essa si parla, ma certo è importante recarvisi per vivere a pieno nel contesto comunicativo: viverla in un’ottica «pragmatica».
Questo aiuterà il futuro professionista nella sua opera di traduzione, che si perfezionerà di volta in volta con la pratica e – importantissimo – con la revisione.

3) COSA NE PENSA DELLA STORIA CHE HA TRADOTTO? PERCHÉ HA ACCETTATO DI TRADURLA?

Ho accettato di tradurla perché sono un’appassionata di questo lavoro e anche della lingua araba, che mi affascina come la sua cultura. Inoltre, considero il vostro progetto “Accorciare le distanze”, interessante e di pregio.
Il testo è significativo poiché lo scrittore, oltre a narrare il proprio vissuto in prima persona e la sua esperienza di viaggio – realmente accaduta o metaforica – ci presenta tanti aspetti della società e cultura araba: l’adolescenza, l’amore, la famiglia, la libertà. Il monologo interiore da voce al flusso di coscienza, ponendo il lettore nella condizione di dover leggere dietro le righe, andare oltre il mero significato delle parole e coglierne il rimando culturale. Tale tecnica narrativa è complessa ma, a mio avviso, è proprio grazie ad essa che lo scrittore riesce a coinvolgere ed emozionare, in vortice di pensieri dal ritmo serrato.

Vi presentiamo Qusay Asaad, scrittore siriano, autore di una brillante storia che tratta dell’immigrazione clandestina dalla Siria verso l’Italia e degli ostacoli affrontati da una coppia siriana in un viaggio insidioso verso l’ignoto. È una storia che parla di amore e di avventura, che paragona gli ostacoli di un lungo e difficile viaggio con quelli affrontanti da coppie di giovani innamorati che si ritrovano a crescere insieme.

Restate con noi per leggere la storia!

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