XXVII Appuntamento con Martelettur@

 

MarteLettur@ propone articoli e testi in lingua italiana tratti da fonti italiane originali, suddivisi per livello, corredati di un audio per migliorare la comprensione orale, volti a mettere in luce aspetti dell’italiano e della cultura, rivolgendo particolare attenzione al lessico, alle espressioni idiomatiche, con l’aggiunta di piccole e simpatiche pillole grammaticali. Clicca qui per maggiori informazioni.

Il testo di oggi è…

Livello A2

CHI HA INVENTATO I CORIANDOLI?

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Sono coloratissimi e leggerissimi e si lanciano a manciate[1]. Cosa sono? I coriandoli! Ma tu sai chi ha inventato questi pezzettini di carta senza i quali Carnevale non sarebbe lo stesso?

coriandoli_stelle_filanti

Il lancio di oggetti sulla folla durante i festeggiamenti di Carnevale è una pratica molto antica. Già nei cortei[2] in maschera del Cinquecento venivano lanciati dai carri fiori e confetti[3] e alle donne gusci d’uovo[4] pieni di profumi ed essenze.

Nel Settecento iniziarono a spopolare[5] piccoli confetti di zucchero con un seme di coriandolo[6] al loro interno. Questi confetti vennero con gli anni sostituiti da confetti bianchi di uguale aspetto ma di gesso. Nella maggior parte delle lingue, non a caso, i coriandoli vengono chiamati “confetti”.

Successivamente i confetti vennero rimpiazzati[7] da piccole monete che spesso venivano arroventate[8] prima del lancio giocando, così, un brutto tiro a chi li avesse raccolti per strada.

I coriandoli di carta nacquero però solo nel 1875 grazie ad un’idea dell’ingegner Enrico Mangili di Crescenzago (Milano). L’ingegnere li realizzò a partire dalle carte traforate[9] usate per l’allevamento dei bachi da seta[10]. La moda dei coriandoli di carta si diffuse poi da Milano in tutta l’Italia. L’ingegnere milanese divide però la paternità[11] dell’invenzione con un altro ingegnere di Trieste, Ettore Fenderlche, che durante i festeggiamenti del Carnevale del 1876, ritagliò dei triangolini di carta in alternativa a quelli di gesso che erano troppo cari.

Fonte: Focus Junior

GLOSSARIO:

[1] A manciate: in grande abbondanza. Sinonimo: un pugno di…

[2] Cortei: sing. Corteo, fila di gente che prende parte a pubbliche dimostrazioni.

[3] Confetti:  Dolcetto di forma ovale ricoperto di zucchero cotto e offerto in occasione di battesimi, comunioni, matrimoni.

[4] Gusci d’uovo: Guarda l’immagine sul PDF.

[5] Spopolare: avere/riscuotere un enorme successo.

[6] Seme di coriandolo: Guarda l’immagine sul PDF.

[7] Rimpiazzati: sostituiti.

[8] Arroventate: molto riscaldate, roventi.

[9] Traforate: con buchi, bucherellate.

[10] Bachi da seta: Guarda l’immagine sul PDF.

[11] Paternità: colui che ha ideato/inventato qualcosa.

 

Le pillole grammaticali di Martelettur@: IL PASSATO REMOTO

Il passato remoto è una forma verbale del modo indicativo usata per indicare un’azione avvenuta e terminata nel passato che non ha collegamenti  obiettivi o psicologici con il presente.

Es. I coriandoli di carta nacquero nel 1875. L’ingegnere li realizzò

Ecco la coniugazione regolare del passato remoto:

 1° -ARE                                2° – ERE                                                                 3° – IRE

STUDIARE

TEMERE

PARTIRE
io studiai io temei (temetti) io partii
tu studiasti tu temesti tu partisti
lui – lei studiò lui – lei temé (temette) lui – lei partì
noi studiammo noi tememmo noi partimmo
voi studiaste voi temeste voi partiste
loro studiarono loro temerono (temettero) loro partirono

Ora tocca a te! Coniuga al passato remoto i seguenti verbi: parlare, scrivere, udire, sentire, mangiare.

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